All’epoca lo stabilimento di Collalbo era una realtà piccola dall’atmosfera piacevole e, soprattutto, familiare. Piacevole e familiare Metall Ritten lo è ancora oggi, anche se non è più tanto piccola. A essere cresciuto è soprattutto il calibro dei progetti: dalle classiche opere da fabbro si è passati ai grandi progetti edili, in particolare facciate. Ma per Metall Ritten la crescita dell’azienda non è la sola cosa che conta. È importante che anche i collaboratori abbiano buone opportunità di crescita e sviluppo personale. Ne è un esempio Hannes, che nel corso degli anni ha evoluto il proprio profilo professionale passando dall’officina alla gestione progetti, con sempre nuove aree di competenza.
L’organizzazione interna di Metall Ritten prevede che il project management collabori strettamente sia con gli altri i reparti (ufficio tecnico, acquisti, produzione e montaggio) sia con gli stakeholder esterni, come clienti, architetti e ingegneri. Hannes Treibenreif è uno dei quattro project manager, e quando il lavoro lo porta a confrontarsi con gli architetti in cantiere, il know-how tecnico che ha maturato in officina torna decisamente utile. Gli anni dedicati a produzione, assemblaggio e gestione processi hanno portato i loro frutti: Hannes ha fatto strada, e sa di cosa parla. Una chiara visuale dei costi permette di affrontare al meglio i progetti anche sotto il profilo tecnico. “Dal mio punto di vista, spesso è meglio trovare una soluzione valida sotto il profilo sia finanziario che tecnico, piuttosto che affidarsi solo ai numeri”, spiega Hannes.
L’organizzazione interna di Metall Ritten prevede che il project management collabori strettamente sia con gli altri i reparti (ufficio tecnico, acquisti, produzione e montaggio) sia con gli stakeholder esterni, come clienti, architetti e ingegneri. Hannes Treibenreif è uno dei quattro project manager, e quando il lavoro lo porta a confrontarsi con gli architetti in cantiere, il know-how tecnico che ha maturato in officina torna decisamente utile. Gli anni dedicati a produzione, assemblaggio e gestione processi hanno portato i loro frutti: Hannes ha fatto strada, e sa di cosa parla. Una chiara visuale dei costi permette di affrontare al meglio i progetti anche sotto il profilo tecnico. “Dal mio punto di vista, spesso è meglio trovare una soluzione valida sotto il profilo sia finanziario che tecnico, piuttosto che affidarsi solo ai numeri”, spiega Hannes.
La prima decade: da apprendista a project manager
Hannes ripensa alla sua prima commissione, e gli brillano gli occhi: “Il primo progetto a cui ho lavorato era per un ristorante in Val Gardena. Sono stato coinvolto in ogni fase del progetto, cosa che mi ha permesso di fare di tutto… misurare, disegnare, realizzare e montare. È la cosa più bella che ci sia!”
Dopo qualche tempo, però, a Hannes viene voglia di una nuova sfida. Quella della gestione progetti, a cui si dedica con impegno e passione, puntando sulla formazione e accumulando esperienza. La sua crescita professionale lo porta al punto in cui anche il ruolo di project manager inizia a stargli stretto. E così, dopo dieci anni, decide di lasciare Metall Ritten.
Dopo qualche tempo, però, a Hannes viene voglia di una nuova sfida. Quella della gestione progetti, a cui si dedica con impegno e passione, puntando sulla formazione e accumulando esperienza. La sua crescita professionale lo porta al punto in cui anche il ruolo di project manager inizia a stargli stretto. E così, dopo dieci anni, decide di lasciare Metall Ritten.
La seconda decade: tra Monaco di Baviera, Bucarest e Vienna
Con il commiato dal Renon, per Hannes si apre un capitolo tutto nuovo, che lo vede fare la spola tra il suo nuovo ufficio a Bolzano e vari cantieri a Monaco di Baviera, Vienna e Bucarest. Le sue trasferte durano praticamente tutta la settimana. In questo periodo ha modo di seguire diversi progetti importanti, tra cui uno squisitamente privato: la nascita di tre figli nell’arco di soli cinque anni. Questo per Hannes è un periodo molto intenso e formativo, ricco di sfide ma anche di piacevoli esperienze.
Passano altri dieci anni, e arriva il momento di tornare sull’altopiano del Renon. Da Metall Ritten, che lo accoglie a braccia aperte.
Passano altri dieci anni, e arriva il momento di tornare sull’altopiano del Renon. Da Metall Ritten, che lo accoglie a braccia aperte.
La terza decade: ritorno alle origini
Nel frattempo, anche sul Renon il tempo non si è certo fermato. L’azienda è cresciuta, e ad attendere Hannes ci sono progetti di grande portata e varietà, cosa che lo entusiasma fin da subito. Con il suo ritorno alle origini, ora Hannes può coniugare il meglio di due mondi: da un lato ha più tempo da dedicare alla famiglia e agli amici, e dall’altro ha una carriera ricca di soddisfazioni. Per lui, ciò che rende il ruolo così interessante è sicuramente la varietà dei progetti: oggi si progetta una facciata futuristica in vetro e acciaio, domani un ponte sospeso che gli ricorda i suoi primi lavori da fabbro. Poi ci sono i progetti brevi per le strutture alberghiere, che si alternano a quelli pluriennali per la costruzione di edifici dirigenziali di straordinario pregio architettonico. “C’è sempre quel pizzico di sale in più che rende le cose interessanti”, dice Hannes.
La terza decade si concluderà nel 2028, e siamo curiosi di scoprire quali cambiamenti gli riserverà il futuro. Ma detto tra noi, di qualunque cosa si tratti, ci auguriamo che sia ancora con Metall Ritten!
In ultimo ma non da ultimo, un fun fact:
se dovessi mai entrare da Metall Ritten e chiedere di Hannes Treibenreif, potrebbero arrivare tre persone. Tutti e tre con lo stesso nome e lo stesso sorriso cordiale. Eppure… non sono nemmeno parenti! :-)
La terza decade si concluderà nel 2028, e siamo curiosi di scoprire quali cambiamenti gli riserverà il futuro. Ma detto tra noi, di qualunque cosa si tratti, ci auguriamo che sia ancora con Metall Ritten!
In ultimo ma non da ultimo, un fun fact:
se dovessi mai entrare da Metall Ritten e chiedere di Hannes Treibenreif, potrebbero arrivare tre persone. Tutti e tre con lo stesso nome e lo stesso sorriso cordiale. Eppure… non sono nemmeno parenti! :-)