Raccontateci un po’… com’è nata l’idea dell’azienda?
Lorenz: Io e Valentin ci siamo conosciuti quando lavoravamo come apprendisti nella stessa azienda. E già allora dicevamo di voler dar vita a un’impresa tutta nostra.
Valentin: Poi in realtà ci siamo persi di vista e ci siamo incontrati di nuovo due anni dopo all’“Eule”, quella che al tempo era una discoteca di Soprabolzano. È stato lì che ci siamo detti: “È giunto il momento!”. Da allora abbiamo fatto tutto abbastanza velocemente e abbiamo trovato un locale adatto alle nostre esigenze del momento: un garage, dove dopotutto abbiamo lavorato per sei interi anni.
Come sono stati i primi anni da Metall Ritten?
Lorenz: I primi anni sono stati relativamente tranquilli! (ride) Oggi penso che all’inizio abbiamo sottovalutato l’aspetto finanziario.
Valentin: Dai, non l’abbiamo del tutto sottovalutato, ma diciamo che eravamo abbastanza spensierati, ecco. (ride) All’inizio abbiamo messo a disposizione dieci milioni di lire a testa e poi, a un certo punto, ovviamente siamo rimasti a corto di denaro. Il direttore di banca ci consigliò di richiedere un prestito, ma all’epoca avevamo 25 anni e non sapevamo nemmeno cosa fosse un prestito. Il direttore ci suggerì di partire con 200 milioni di lire e noi abbiamo detto: “Va bene, se lo dici tu…”. (ride) Ti ricordi ancora?
Lorenz: Certo che mi ricordo! (ride) Spesso non avevamo la più pallida idea di cosa avremmo fatto la settimana a seguire, ma a quei tempi la tranquillità era il nostro forte. È così che andavano le cose allora.
Loacker è stato il nostro primo vero cliente. In precedenza avevo lavorato in un’azienda che a sua volta lavorava per Loacker e quindi siamo riusciti abbastanza velocemente a riallacciare i contatti e a fargli avere le nostre offerte. All’inizio mi succedeva spesso di dovermi recare dai clienti per il montaggio, nel frattempo Valentin era riuscito a rendere operativa la nostra officina.
Valentin: Un po’ alla volta sono arrivati i primi incarichi, sebbene inizialmente ci occupassimo principalmente della realizzazione di porte in bronzo. Dopo di che, con la partecipazione alla Campionaria del Renon, abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere maggiormente qui in zona. Il fatto che fossimo una delle tre aziende altoatesine a costruire porte in bronzo è stata la nostra fortuna e di conseguenza il nostro nome si è sparso piuttosto in fretta. Gli affari hanno iniziato a girare bene. Poi, finalmente, abbiamo ottenuto il primo grande incarico.
Lorenz: Ci siamo davvero rimboccati le maniche, perché ci erano state commissionate più porte contemporaneamente. Sebbene fossimo già in quattro in azienda, abbiamo sempre lavorato comunque secondo il motto di Cesare: “Venni, vidi e battei!”, rivisto in chiave metallurgica. (ride) E così siamo passati da 10 a 100, tuttavia bisogna ammettere che a quei tempi tutti i singoli processi di lavorazione erano relativamente veloci e soprattutto semplici. Poi c’è anche da dire che all’epoca eravamo ancora giovani e non sapevano nemmeno cosa fossero le preoccupazioni.
Valentin: Dai, non l’abbiamo del tutto sottovalutato, ma diciamo che eravamo abbastanza spensierati, ecco. (ride) All’inizio abbiamo messo a disposizione dieci milioni di lire a testa e poi, a un certo punto, ovviamente siamo rimasti a corto di denaro. Il direttore di banca ci consigliò di richiedere un prestito, ma all’epoca avevamo 25 anni e non sapevamo nemmeno cosa fosse un prestito. Il direttore ci suggerì di partire con 200 milioni di lire e noi abbiamo detto: “Va bene, se lo dici tu…”. (ride) Ti ricordi ancora?
Lorenz: Certo che mi ricordo! (ride) Spesso non avevamo la più pallida idea di cosa avremmo fatto la settimana a seguire, ma a quei tempi la tranquillità era il nostro forte. È così che andavano le cose allora.
Loacker è stato il nostro primo vero cliente. In precedenza avevo lavorato in un’azienda che a sua volta lavorava per Loacker e quindi siamo riusciti abbastanza velocemente a riallacciare i contatti e a fargli avere le nostre offerte. All’inizio mi succedeva spesso di dovermi recare dai clienti per il montaggio, nel frattempo Valentin era riuscito a rendere operativa la nostra officina.
Valentin: Un po’ alla volta sono arrivati i primi incarichi, sebbene inizialmente ci occupassimo principalmente della realizzazione di porte in bronzo. Dopo di che, con la partecipazione alla Campionaria del Renon, abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere maggiormente qui in zona. Il fatto che fossimo una delle tre aziende altoatesine a costruire porte in bronzo è stata la nostra fortuna e di conseguenza il nostro nome si è sparso piuttosto in fretta. Gli affari hanno iniziato a girare bene. Poi, finalmente, abbiamo ottenuto il primo grande incarico.
Lorenz: Ci siamo davvero rimboccati le maniche, perché ci erano state commissionate più porte contemporaneamente. Sebbene fossimo già in quattro in azienda, abbiamo sempre lavorato comunque secondo il motto di Cesare: “Venni, vidi e battei!”, rivisto in chiave metallurgica. (ride) E così siamo passati da 10 a 100, tuttavia bisogna ammettere che a quei tempi tutti i singoli processi di lavorazione erano relativamente veloci e soprattutto semplici. Poi c’è anche da dire che all’epoca eravamo ancora giovani e non sapevano nemmeno cosa fossero le preoccupazioni.
E poi? Quando avete ottenuto i primi grandi progetti?
Valentin: Un giorno abbiamo capito che non volevamo realizzare solamente porte e ringhiere, avevamo voglia di crescere e così abbiamo iniziato a cercare in modo mirato progetti più grandi. Siamo poi venuti a sapere per caso della nuova Chiesa parrocchiale di Laives per la quale sarebbero servite circa 100 tonnellate di bronzo. Volevamo questo progetto a tutti i costi! Ma è stata davvero un’ardua impresa, perché sembrava che il progetto fosse già stato assegnato e che l’architetto responsabile non se la sentisse di affidarci un incarico di questa portata data la nostra poca esperienza nel campo. Ma ci tenevamo così tanto che siamo persino andati a parlare con il parroco di Laives. (ride) Alla fine ci hanno confermato l’incarico, abbiamo acquistato di persona la quantità di bronzo necessaria dal produttore italiano e siamo riusciti a portare a termine questo progetto estremamente complesso. Finiti i lavori, l’architetto è venuto da noi per congratularsi: “Complimenti! Nessuna collaborazione ha mai funzionato così bene prima d’ora.”
Lorenz: Dopo aver vinto la gara d’appalto per il MMM di Castel Firmiano e aver superato questa sfida con successo, Metall Ritten ha spiccato il volo. I progetti che ci sono rimasti particolarmente impressi sono la cantina di Termeno, quella di Merano e più recentemente quella di Bolzano, la Casa nella roccia e il bistro e concept store Im Kult a Marlengo, per citarne solo qualcuno.
Lorenz: Dopo aver vinto la gara d’appalto per il MMM di Castel Firmiano e aver superato questa sfida con successo, Metall Ritten ha spiccato il volo. I progetti che ci sono rimasti particolarmente impressi sono la cantina di Termeno, quella di Merano e più recentemente quella di Bolzano, la Casa nella roccia e il bistro e concept store Im Kult a Marlengo, per citarne solo qualcuno.
Cosa vi affascina di più dei metalli?
Lorenz: Il metallo è un materiale molto interessante, versatile e ha proprietà particolari, come la malleabilità, la lucentezza e la stabilità. Poi, a me è sempre piaciuto giocare con il fuoco! (ride) Scherzi a parte, da bambino mi piacevano molto i lavori manuali, soprattutto quando si trattava di lavorare il legno. Ma sia la saldatura sia il fuoco come elemento mi affascinano da sempre e anche per questo motivo ho deciso di diventare fabbro. Da subito ho avuto degli obiettivi chiari in mente: diventare apprendista, mastro artigiano e poi libero professionista.
Quindi la passione per il lavoro e per il materiale è stata determinante per la scelta della professione. E invece nel tuo caso, Valentin?
Valentin: Per me è stato un po’ diverso, perché da adolescente non sapevo ancora bene cosa avrei voluto fare nella vita. Poi un giorno ho visto un oggetto d’arte in metallo realizzato dal nostro mastro artigiano e ne sono rimasto particolarmente colpito. In quel momento ho pensato che i metalli sarebbero potuti diventare la mia passione, ma non ne ero ancora del tutto convinto, a differenza di Lorenz. Quando ho aperto la mia attività, ho capito di aver trovato la mia strada: il mondo dell’imprenditoria mi affascina ed è in questo ambito che mi sono realizzato.
Cosa rende speciale Metall Ritten?
Valentin: Innanzitutto l’eccellente squadra che lavora con noi ormai da anni! Uno dei dipendenti è con noi da ben 29 anni, praticamente da quando esiste Metall Ritten. Conosciamo i punti di forza di tutti i nostri dipendenti e cerchiamo di impiegarli al meglio. Inoltre abbiamo anche alcuni clienti abituali che periodicamente vogliono realizzare con noi dei progetti. Riceviamo numerosi riscontri positivi non solo per quanto riguarda i progetti, bensì anche sull’affidabilità e sull’efficienza del nostro team.
Lorenz: Attuiamo ogni singolo progetto in modo molto trasparente e preciso e lo portiamo sempre a termine con successo. I nostri clienti apprezzano soprattutto il fatto che non insorgano mai problemi a lungo termine.
Lorenz: Attuiamo ogni singolo progetto in modo molto trasparente e preciso e lo portiamo sempre a termine con successo. I nostri clienti apprezzano soprattutto il fatto che non insorgano mai problemi a lungo termine.
Cosa vi piace di più del vostro lavoro?
Lorenz: Da noi non ci si annoia mai, il nostro lavoro è molto vario e visto che gli incarichi sono molto diversi tra loro, è un po’ come se reinventassimo la ruota ogni giorno. E poi, indubbiamente, è una grande soddisfazione passare con la macchina davanti a un edificio e poter dire: “Questo l’abbiamo realizzato noi”.
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