Tutto sulla saldatura

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Tutto sulla saldatura

Metall Ritten

Saldatura: tecniche, casco e norme EN 1090. Facciamo chiarezza

Avete mai sentito nominare un certo Nikolai Gawrilowitsch Slawjanow? No? Non è un problema… purché non dobbiate scrivere sulla saldatura a elettrodo rivestito. Se dovete farlo, il suo è un nome (anzi, IL NOME) che non potete non conoscere. 
Slawjanow fu un ingegnere russo del XIX secolo. Il suo merito fu quello di portare a frutto circa un secolo di ricerche sull’arco elettrico, sviluppando un metodo che è ancora oggi alla base delle moderne tecniche di saldatura.
Ma cos’è esattamente la saldatura? Si tratta di un metodo di giunzione, ovvero un procedimento che consente di unire inscindibilmente due componenti metallici. Il concetto non era nuovo nemmeno ai tempi di Slawjanow: dai ritrovamenti archeologici sappiamo che già i Sumeri e gli antichi Egizi praticavano la saldatura di vari materiali metallici sfruttando il fuoco o il calore.
 
Diamo un’occhiata più da vicino per scoprire come funziona esattamente, che metodi di saldatura si usano nello stabilimento Metall Ritten e cosa prevede la norma UNI EN 1090.

La saldatura secondo Metall Ritten: cosa e come saldiamo

In officina facciamo faville… letteralmente. Infatti è qui che realizziamo gran parte delle saldature troppo lunghe e laboriose da eseguire in cantiere, dove bisogna fare i conti con gli agenti atmosferici (in particolare vento e pioggia).
Se la saldatura sia la scelta migliore o se siano preferibili tecniche alternative lo decidiamo caso per caso, analizzando i requisiti e l’intero processo di lavorazione anche in base alla struttura dei pezzi e al materiale da lavorare. Ci sono tecniche come la rivettatura, l’incollaggio o l’avvitamento, per esempio, che a volte risultano più semplici, soprattutto in termini di gestione logistica.
Di solito, i componenti in acciaio, acciaio inox, alluminio, ottone e bronzo si prestano bene alla giunzione termica. Per poter eseguire i lavori di saldatura è necessario il patentino da saldatore, di cui è in possesso tutto il personale Metall Ritten attivo in officina. Il patentino va rinnovato ogni tre anni, ed è soggetto a controlli semestrali da parte del capofficina, Patrick Rungger. Mai dormire sugli allori!
Ovviamente per tutte le operazioni usiamo sempre protezioni adeguate: abbigliamento ignifugo, scarpe di pelle e naturalmente anche il casco da saldatore, un dispositivo di protezione dall’aspetto quasi futuristico che ripara viso e occhi da abbagliamento, cheratiti, calore e scintille derivanti dalla saldatura.

MIG, MAG o TIG?

No, non è slang da Gen Z: MIG, MAG e TIG sono le tre principali tecniche di saldatura ad arco che Metall Ritten usa per la costruzione delle facciate e per la piccola carpenteria metallica.
La saldatura MAG (Metal Active Gas, ovvero la saldatura con gas attivi) e la saldatura MIG (con gas inerti) sono usate principalmente per la costruzione di facciate o per la giunzione di elementi portanti statici di grandi dimensioni. La differenza tra le due tecniche sta nel tipo di gas utilizzato, che durante le operazioni circonda l’arco proteggendo il bagno di fusione dall’ossigeno e quindi dagli ossidi. Per la saldatura MIG/MAG noi di Metall Ritten usiamo l’argon – puro al 100% nella saldatura MIG e in combinazione con anidride carbonica nella saldatura MAG. A differenza di quanto avviene con l’argon puro, con l’aggiunta dell’anidride carbonica, che è un gas attivo, la protezione agisce direttamente sul bagno di fusione.
La tecnica MAG è particolarmente indicata per la giunzione di pezzi in acciaio legato o non legato. La tecnica MIG, invece, è spesso usata per saldare pezzi in alluminio e metalli nobili. Il principale svantaggio di queste due tecniche sta nel fatto che producono una linea di saldatura relativamente grossa e molto visibile, che a seconda dei casi può richiedere ulteriori operazioni di levigatura, sabbiatura, verniciatura a polvere o laccatura.
Per questo, nei casi in cui sia desiderabile una saldatura pulita dal punto di vista estetico e che non richieda ulteriori finiture, si opta per la saldatura TIG. Questa tecnica consiste nel bloccare l’arco tra un elettrodo infusibile di tungsteno e il pezzo da lavorare. Anche qui si usa l’argon come gas di protezione per schermare l’arco da sostanze indesiderate. Si decide poi caso per caso se sia necessario aggiungere un additivo al bagno di fusione. Poiché il metodo TIG comporta una preparazione laboriosa e un processo di saldatura lento, questa tecnica si usa principalmente per i lavori di piccola entità, come la realizzazione di mobili o ringhiere in acciaio inox.

La qualità, nero su bianco

Ciò che per alcuni è un tasto dolente, per Metall Ritten è un punto di forza. Stiamo parlando delle norme e certificazioni applicabili. Nel caso specifico della costruzione di facciate, si fa riferimento in particolare alla norma EN 1090, che regolamenta tutto ciò che riguarda gli elementi portanti in acciaio e alluminio.
 
Il certificato di conformità EN 1090, valido in tutta l’Unione europea e obbligatorio per tutte le aziende produttrici di strutture portanti per l’edilizia, serve a dimostrare non solo il rispetto dei requisiti relativamente al personale qualificato e al parco macchine, ma anche la conformità agli standard in termini di qualità, caratteristiche essenziali del prodotto, stoccaggio e lavorazione a norma dei componenti. È una certificazione che richiede la continua redazione di documentazione interna, sia da parte di personale qualificato che del capofficina. Il rinnovo del certificato è subordinato al superamento di controlli periodici da parte di organismi di certificazione esterni.
Metall Ritten è stata una delle prime aziende in Alto Adige a ottenere la certificazione DIN EN 1090, riconoscendone i vantaggi in termini di know-how e supporto nell’ottimizzazione dei processi. Questo ci consente di garantire gli elevati standard di qualità della nostra produzione e di offrire maggiore trasparenza alla clientela. Nonostante l’inevitabile burocrazia, questa si conferma una scelta vincente sotto ogni aspetto, sia per Metall Ritten che per la committenza.